La determinazione del prezzo dei nostri prodotti è (ovviamente
) il fondamento di tutta la nosra attività; e nonostante possa poi essere rivisto in un futuro è di fondamentale importanza partire con il piede giusto.
Per fare ciò, dobbiamo costruire minuziosamente il costo del nostro prodotto applicando una semplice formula:
PREZZO = costo del prodotto + margine di guadagno.
Per determinare il costo del prodotto dobbiamo considerare le seguenti variabili:
- - il costo primo, che è dato dalla semplicemente somma dei costi diretti (manodopera, materie prime, costi “speciali” quali i modelli, gli stampi ecc.);
- - il costo Industriale, che è la somma del costo primo più i costi generali industriali (utenze, materiali di consumo vari utilizzati per la produzione, manutenzioni alle attrezzature industriali, ammortamenti delle attrezzature industriali, manodopera indiretta ecc.);
- - il costo Complessivo, che si ottiene sommando al costo industriale i costi che non hanno nessuna attinenza con l’attività di produzione, ad esempio i costi dell’area amministrativa e commerciale, gli oneri finanziari, gli oneri tributari;
- - il costo Economico Tecnico, che si ottiene sommando al costo complessivo gli oneri figurativi, cioè gli interessi di computo (ovvero gli interessi che si sarebbero ottenuti se si fosse scelto di investire il proprio capitale invece che in azienda in un’altra forma di investimento), lo stipendio direzionale (ovvero la retribuzione del proprietario dell’impresa che lavora all’interno dell’impresa) ed, eventualmente, i fitti figurativi (nel caso in cui gli immobili utilizzati per lo svolgimento dell’attività d’impresa siano di proprietà dell’imprenditore).
Per determinare il margine di guadagno dobbiamo considerare le seguenti variabili:
- - il mercato e la domanda. La determinazione delle condizioni del mercato a cui ci rivolgiamo è fondamentale per conoscere sia la capacità di spesa del pubblico a cui ci rivolgiamo, sia per capire il tipo di fabbisogno che andiamo a soddisfare se, cioè, si tratta di un bene accessorio (indumenti) o un bene necessario (cibo) ecc.,
- - offerta, quante aziende concorrenti producono un prodotto simile o identico al nostro, a quale prezzo, con quale packaging, in quale periodo dell’anno ecc.,
- - valore di cambio della moneta. Se vendo un prodotto negli Stati Uniti d’America, potrò considerare il margine in maniera diversa dello stesso prodotto venduto in Asia. Il tasso di conversione e la svalutazione monetaria, cioè, influiscono molto sulla determinazione del margine,
- - volume di vendita previsto, è chiaro che se la previsione di vendita del nostro prodotto è dell’ordine delle decine di unità avremo necessità di un margine maggiore (per prodotto) rispetto ad una eventuale previsione di vendita, del nostro prodotto, di milioni di pezzi.
Buon business a tutti.
Tutti i problemi che incontriamo durante il “percorso” (qualunque esso sia) sono validi aiuti al fine di realizzare la soluzione perfetta. Ogni problema, infatti, è un invito al cambiamento che ci avvicina sempre di più al raggiungimento dei nostri obiettivi.
Il cambiamento richiesto dalla situazione corrisponde “all’eliminazione” dell’impedimento; ed i metodi per porre rimedio ad eventuali problematiche sono sostanzialmente tre:
- rimuoverle,
- aggirarle,
- utilizzarle a nostro favore.
nessuno di questi e meglio dell’altro, ma ogni situazione richiede un’approccio differente.
Rimuovere. Per alcuni problemi/errori la soluzione più semplice, se praticabile, è rimuovere l’ostacolo in quanto rappresenta un peso inutile. Per cui se ci troviamo di fronte ad un problema poco complesso, appena ce ne rendiamo conto, possiamo semplicemente evitare di commetterlo.
Aggirare. In altri casi, è più proficuo non tenere conto degli ostacoli, praticando altre strade. Per cui preso atto del problema, analizziamo eventuali soluzioni alternative che escludono completamente il percorso che ci obblighi ad incontrarlo.
Utilizzarlo. Alcuni ostacoli non possono essere eliminati o aggirati ma, se osservati da un’altra prospettiva, possono addirittura diventare un punto di forza: le dimensioni contenute e le capacità produttive limitate di una piccola azienda possono diventare un pregio nel momento in cui, l’azienda, decide di puntare sulla qualità del proprio prodotto anziché sulla quantità.
Quindi, premesso che è materialmente impossibile creare un (qualsiasi) business privo di “problemi” è anche abbastanza concepibile che non sempre i problemi sono dannosi, anzi, a volte possono aiutarci a trovare la giusta direzione da seguire, o meglio, la direzione da non seguire
.
All’atto pratico, però, la gestione dei “problemi” in maniera professionale prevede un supporto clienti pronto ed organizzato.
La nostra priorità sarà quindi quella di implementare tutti quei canali necessari a far si che i nostri clienti possano trovare una risposta ad ogni loro quesito.
1) – Organizziamo una zona F.A.Q. (frequently asked questions) sul nostro sito web che raggruppi tutte le domande (e le relative risposte
) alle quali abbiamo dovuto dar risposta in passato.
2) – Dotiamoci di un numero verde personale. Ce ne sono di “ricaricabili”.
3) – oppure, “affittiamo” un call center alla quale fare riferire i nostri clienti. Esistono infatti, aziende che operano nei servizi di customer care e lo fanno per chiunque ne abbia necessità e non abbia un volume di affari che giustifichi un proprio ufficio ad hoc, offrendo personale addestrato e numeri telefonici dedicati.
4) – oppure affidiamoci a Skype il servizio voip più famoso, dal quale si possono affittare numeri telefonici di ogni genere da destinare al servizio ai clienti e dai quali fare trasferire chiamate al nostro numero personale in ogni parte del mondo e a poco prezzo (diventando noi stessi l’operatore di call center).
Cosi facendo potremo mostrare l’immagine di un’azienda organizzata, moderna ed efficiente.
Praticamente un’ottimo strumento di marketing.
Alla prossima.
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