Imprenditori del Web

La determinazione del prezzo dei nostri prodotti è (ovviamente 🙂 ) il fondamento di tutta la nosra attività; e nonostante possa poi essere rivisto in un futuro è di fondamentale importanza partire con il piede giusto.

 

Per fare ciò, dobbiamo costruire minuziosamente il costo del nostro prodotto applicando una semplice formula:

PREZZO = costo del prodotto + margine di guadagno.

 

Per determinare il costo del prodotto dobbiamo considerare le seguenti variabili:

  • – il costo primo, che è dato dalla semplicemente somma dei costi diretti (manodopera, materie prime, costi “speciali” quali i modelli, gli stampi ecc.);
  • – il costo Industriale, che è la somma del costo primo più i costi generali industriali (utenze, materiali di consumo vari utilizzati per la produzione, manutenzioni alle attrezzature industriali, ammortamenti delle attrezzature industriali, manodopera indiretta ecc.);
  • il costo Complessivo, che si ottiene sommando al costo industriale i costi che non hanno nessuna attinenza con l’attività di produzione, ad esempio i costi dell’area amministrativa e commerciale, gli oneri finanziari, gli oneri tributari;
  • il costo Economico Tecnico, che si ottiene sommando al costo complessivo gli oneri figurativi, cioè gli interessi di computo (ovvero gli interessi che si sarebbero ottenuti se si fosse scelto di investire il proprio capitale invece che in azienda in un’altra forma di investimento), lo stipendio direzionale (ovvero la retribuzione del proprietario dell’impresa che lavora all’interno dell’impresa) ed, eventualmente, i fitti figurativi (nel caso in cui gli immobili utilizzati per lo svolgimento dell’attività d’impresa siano di proprietà dell’imprenditore).

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Per determinare il margine di guadagno dobbiamo considerare le seguenti variabili:

  • – il mercato e la domanda. La determinazione delle condizioni del mercato a cui ci rivolgiamo è fondamentale per conoscere sia la capacità di spesa del pubblico a cui ci rivolgiamo, sia per capire il tipo di fabbisogno che andiamo a soddisfare se, cioè, si tratta di un bene accessorio (indumenti) o un bene necessario (cibo) ecc.,
  • offerta, quante aziende concorrenti producono un prodotto simile o identico al nostro, a quale prezzo, con quale packaging, in quale periodo dell’anno ecc.,
  • valore di cambio della moneta. Se vendo un prodotto negli Stati Uniti d’America, potrò considerare il margine in maniera diversa dello stesso prodotto venduto in Asia. Il tasso di conversione e la svalutazione monetaria, cioè, influiscono molto sulla determinazione del margine,
  • volume di vendita previsto, è chiaro che se la previsione di vendita del nostro prodotto è dell’ordine delle decine di unità avremo necessità di un margine maggiore (per prodotto) rispetto ad una eventuale previsione di vendita, del nostro prodotto, di milioni di pezzi.

 

Buon business a tutti.

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