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L’inibizione all’esercizio dell’attività di agente o rappresentante di commercio avviene nei seguenti casi:

  1. perdita dei requisiti di onorabilità;
  2. incompatibilità;
  3. interdizione o inabilitazione legale;

 

e comporta la cancellazione del soggetto e/o dell’impresa dalla qualifica di agente o rappresentante di commercio oltre che la cessazione d’ufficio dell’attività esercitata dal registro delle imprese/r.e.a. Il provvedimento di cancellazione è annotato ed iscritto per estratto nel r.e.a.
A detto provvedimento accedono gli uffici del Registro delle imprese, nonché gli altri soggetti interessati nel rispetto delle procedure previste per l’accesso ai documenti amministrativi di cui al Capo V della Legge 7 agosto 1990, n. 241.

Contro i provvedimenti, adottati dal Conservatore del Registro delle imprese, inibitori dell’avvio dell’attività (mancanza di un requisito di legge auto dichiarato nel modello ARC sezione Scia o nel modello ARC – sezione Modifiche e Requisiti – o nel modello intercalare Requisiti) o di prosecuzione dell’attività (divieto di esercizio dell’attività in caso di sopravvenuta mancanza di un requisito di legge in occasione del procedimento di verifica dinamica dei requisiti), così come contro il provvedimento di cancellazione è ammesso ricorso gerarchico al Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Si ricorda che contro i succitati provvedimenti è altresì ammesso, in via alternativa al ricorso gerarchico, il ricorso alla giurisdizione esclusiva del T.A.R.

 

Consiglio di consultare un esperto del settore per poter usufruire al meglio delle informazioni pubblicate.

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