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agente-dipendenteLa situazione di mercato attuale costringe le aziende mandanti meno capaci ad attuare politiche commerciali molto aggressive nei confronti della clientela, imponendo all’agente di commercio budget irragionevoli ed un controllo alle volte eccessivo nei confronti dell’operato degli stessi.

 

Bisogna tenere presente però che l’agente di commercio è un lavoratore autonomo e deve poter svolgere la propria attività in forma indipendente. Nel caso questa regola non venga rispettata dalla casa mandante il rapporto potrebbe diventare di lavoratore subordinato: …”l’elemento che contraddistingue il rapporto di lavoro subordinato rispetto al lavoro autonomo, assumendo la funzione di parametro normativo di individuazione della natura subordinata del rapporto, è l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro, con conseguente limitazione della sua autonomia e inserimento nell’organizzazione aziendale.…”

 

Anche gli AEC (accordi economici collettivi) all’articoli 1 stabiliscono che:…”L’Agente o il Rappresentante esercita la sua attività in forma autonoma ed indipendente, …, senza obblighi di orario di lavoro ne di itinerari predeterminati.”…

 

Devono stare attente perciò le aziende mandanti su quanto e come effettuano i propri controlli nei confronti degli agenti di commercio in quanto possono essere “indici rilevatori” della natura subordinata del rapporto in essere ed avere una conseguenza di un diverso inquadramento giuridico.

 

Consiglio di rivolgersi al proprio commercialista o all’associazione di categoria per utilizzi e chiarimenti specifici.

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