Imprenditori del Web

Definizioni

A partire dal 1 gennaio 2017, in conformita’ al nuovo regolamento delle attivita’ istituzionali della Fondazione Enasarco, sono entrati in vigore i nuovi parametri di calcolo dei contributi.
L’aliquota contributiva da applicare sulle provvigioni passera’ al 15,55%, di cui 7,775% a carico dell’agente e 7,775% a carico della mandante.

I versamenti previdenziali prevedono un massimale provvigionale annuo:

  • per i plurimandatari di €25.000,
  • per i monomandatari di €37.500,

una volta raggiunto i quali, non e’ piu’ possibile/necessario fare versamenti previdenziali.

Nell’applicazione dell’aliquota Enasarco vige il criterio della competenza, quindi nel fatturare le provvigioni di competenza dell’anno 2016 dovra’ essere applicata dall’agente l’aliquota del 7,55%, anche se la fattura viene emessa nel 2017.
Mentre per le agenzie in societa’ di capitali Srl e Spa l’aliquota contributiva rimane al 4%, ovvero dell’1% a carico dell’agenzia e del 3% a carico della ditta mandante.

La classificazione delle attività economiche rappresenta uno strumento indispensabile per comprendere e, quindi, poter governare il mondo delle imprese.

Solo definendo in modo preciso le tipologie di attività svolte dagli operatori, infatti, se ne possono definire i comportamenti economici e, conseguentemente gli adempimenti fiscali.

Classificarsi correttamente rappresenta, pertanto, un vantaggio reciproco sia per i contribuenti, che vedranno riconosciute le loro specificità, sia per l’amministrazione, che potrà calibrare meglio la richiesta fiscale tenendo conto di tali specificità. La realtà economica è, però, in perenne cambiamento e, quindi, qualsiasi classificazione tende, naturalmente, ad invecchiare per il mero trascorrere del tempo. L’esigenza di aggiornamento è stata avvertita a livello mondiale, in sede di Nazione Unite, e, in virtù della crescente integrazione europea è stata recepita con uno specifico regolamento dell’Unione Europea.

Si tratta di un ulteriore passo per consentire di confrontare la realtà nazionale con esperienze di altre Paesi nostri competitori e con i quali è necessario adottare comportamenti fiscali sempre più integrati. In virtù del contributo assicurato dall’Agenzia delle Entrate, che insieme all’Unioncamere e all’Istat rappresenta uno dei più grandi enti produttori di informazioni sul mondo delle imprese,l’ATECO 2007 è adottata quale unica regola di classificazione per la Pubblica Amministrazione, sostituendo, in campo finanziario l’ATECOFIN 2004.

Poter disporre di un codice identificativo che classifichi in modo identico le imprese, quando entrano in contatto con le pubbliche istituzioni e quando dialogano tra loro, consentirà di realizzare delle innegabili sinergie che andranno a vantaggio sia dei contribuenti che delle Istituzioni.

Per saperne di più:
http://www.agenziaentrate.gov.it/

Con l’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2012, del nuovo regolamento delle attività istituzionali dell’Enasarco, è previsto un aumento degli importi dovuti ai fini previdenziali.
In particolare il regolamento stabilisce quali saranno i minimali, i massimali e le aliquote applicabili per il periodo 2012 – 2020.

1. Aliquota contributiva
Le nuove aliquote, da ripartire a metà tra agente e ditta mandante, sono le seguenti:

  • Anno 2012: 13,50% (invariata rispetto al 2011)
  • Anno 2013: 13,75%
  • Anno 2014: 14,20%
  • Anno 2015: 14,65%
  • Anno 2016: 15,10%
  • Anno 2017: 15,55%
  • Anno 2018: 16,00%
  • Anno 2019: 16,50%
  • Anno 2020: 17,00%

2. Massimali provvigionali
I nuovi massimali provvigionali per agenti monomandatari sono i seguenti:

  • Anno 2012: € 30.000,00
  • Anno 2013: € 32.500,00
  • Anno 2014: € 35.000,00
  • Anno 2015: € 37.500,00

I nuovi massimali provvigionali per agenti plurimandatari sono i seguenti:

  • Anno 2012: € 20.000,00
  • Anno 2013: € 22.000,00
  • Anno 2014: € 23.000,00
  • Anno 2015: € 25.000,00

I massimali, sia per agenti monomandatari che plurimandatari, saranno rivalutati a partire dal 2016 in base all’indice Istat.

3. Minimali contributivi
I nuovi minimali contributivi sono i seguenti:

  • Agente monomandatario: € 800,00
  • Agente plurimandatario: € 400,00

I minimali contributivi saranno rivalutati a partire dal 2013 in base all’indice Istat.

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Per gli Agenti di Commercio (lavoratori autonomi) esiste la possibilità di aderire ad un piano individuale pensionistico (P.I.P.)

 

Il Piano individuale pensionistico di tipo assicurativo è una forma di pensione complementare individuale che serve per costruirsi una rendita integrativa da abbinare alla pensione.

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Il bello dei P.I.P. è la totale autonomia nella definizione dell’importo e della periodicità di contribuzione che posso essere variate a piacere nel corso del tempo. E’ possibile versare quando e quanto si vuole saltando anche interi anni e versando solamente in base alle proprie possibilità.

 

Il diritto all’erogazione avviene in contemporanea alle prestazioni stabiliti dal regime obbligatorio di appartenenza dell’agente di commercio, con un minimo di 5 anni di partecipazione al P.I.P.

 

Le somme versate sono deducibili per un massimo di €5.165,00 annui.

 

Raggiunta l’età pensionabile la tassazione del maturato prevista sarà al massimo del 15% riducibile fino al 9%.

 

Le prestazioni erogate dal fondo possono essere in forma di capitale (max 50%) o in forma di rendita periodica.

 

Per informazioni dettagliate visita il sito Enasrco al Link: http://www.enasarco.it/Notizie/prestazioni_integrative__criteri_e_procedure_2012

 

 


N.B.: I contenuti di questa pagina si riferiscono ad informazioni di carattere generale e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un professionista qualificato. Come sempre, consiglio di consultare un esperto del settore.

Il Decreto Semplificazioni ha previsto la proroga al 30 giugno 2012 per il termine entro il quale le società che non hanno ancora provveduto, possono comunicare il loro indirizzo di posta elettronica certificata alla Camera di Commercio.

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L’adempimento che ha trovato quindi una ulteriore proroga dopo i chiarimenti del Ministero dello Sviluppo Economico che, nella circolare n.224402 del 2011, aveva indicato l’opportunità alla Camere di commercio di astenersi dall’applicare le sanzioni a società e soggetti che non abbiano provveduto alla comunicazione nei termini e di considerare come corretto anche l’adempimento tardivo, è ormai giunto a scadenza.

 

Le società che ancora non hanno una Casella di Posta Elettronica Certificata è necessario che si rivolgano a un gestore abilitato iscritto nell’elenco pubblicato sul sito di DigitPA, www.digitpa.gov.it.


N.B.: I contenuti di questa pagina si riferiscono ad informazioni di carattere generale e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un professionista qualificato. Come sempre, consiglio di consultare un esperto del settore.

Dal 1° Gennaio 2012 anche il regime dei minimi ha subito modifiche sostanziali. Tali modifiche (si stima) che abbiano escluso il 96% degli (ex) aventi diritto.

 

Il nuovo regime dei minimi è utilizzabile solo da:

  • le persone fisiche che intraprendono una nuova attività di impresa o di lavoro autonomo;
  • le persone fisiche che hanno intrapreso una nuova attività di impresa o di lavoro autonomo dal 1° Gennaio 2008.

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Questi soggetti potranno usufruire del regime solo per l’anno di apertura e per i 4 anni successivi di attività, eccezion fatta per coloro che non hanno compiuto i 35 anni di età che possono proseguire fino al compimento del 35° anno di età.

 

Per potervi aderire:

  • non si deve avere esercitato alcuna attività di impresa o di lavoro autonomo, nei tre anni precedenti, neanche in forma associata o come collaboratore famigliare;
  • l’attività non deve essere la prosecuzione di un’altra già svolta sotto altra forma;
  • si deve rispettare quanto già previsto per il “vecchio” regime dei minimi.

 

Oltre ai benefici già previsti per il “vecchio” regime dei minimi, si aggiunge la diminuzione dell’imposta sostitutiva, che passa dall’attuale 20% al 5%.

 

Il vecchio regime dei minimi, chiamato “ex minimi” diventa un regime semplificato con l’esonero:

  • dalla registrazione e tenute delle scritture contabili ai fini IVA e alle imposte direttte;
  • dalle liquidazioni e dai versamenti periodici IVA;
  • dall’applicazione dell’Irap.

 

Gli “ex minimi” dovrebbero essere assoggettati agli studi di settore.

 


N.B.: I contenuti di questa pagina si riferiscono ad informazioni di carattere generale e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un professionista qualificato. Come sempre, consiglio di consultare un esperto del settore.

Ho appena aggiornato la mia versione di WordPress alla 3.0.1, ed essendo “hostato” su tophost da sempre, ho riscontrato il classico errore

Fatal error: Allowed memory size of 33554432 bytes exhausted (tried to allocate 122880 bytes) in /home/mhd-01/www.agentidicommercioonline.com/htdocs/wp-includes/class-simplepie.php on line 3679

Come sempre pensavo di poterlo risolvere con l’aumento del limite della memoria da 32M a 38M nel file “wp-settings.php”, come da istruzioni di tophost (che puoi leggere quì) modificando la seguente stringa:

if ( !defined(‘WP_MEMORY_LIMIT’) )
define(‘WP_MEMORY_LIMIT’, ’32M’);

a

if ( !defined(‘WP_MEMORY_LIMIT’) )
define(‘WP_MEMORY_LIMIT’, ’38M’);

 

Invece…
Il file “wp-settings.php” nella nuova versione di WordPress (3.0.1) non ha più quella stringa!

Non è (ovviamente) più possibile modificarne il valore.

Per farla breve e visto che ci ho perso un ora del mio tempo (che ti puoi risparmiare) ho risolto cosi; ho inserito d’emblée le due righe portando anche il memory limit a 64M, sperando cosi di non dovermene occupare più.

Per l’esattezza l’ho inserito in “wp-settings.php”, quì:

// Include files required for initialization.
require( ABSPATH . WPINC . ‘/load.php’ );
require( ABSPATH . WPINC . ‘/default-constants.php’ );
require( ABSPATH . WPINC . ‘/version.php’ );

if ( !defined(‘WP_MEMORY_LIMIT’) )
define(‘WP_MEMORY_LIMIT’, ’64M’);

e adesso tutto funziona.

Spero ti possa essere utile.

Buone Vacanze

Nuovo video guida ti segue passo-passo a creare il tuo blog WordPress... in modo semplice, veloce e divertente!

P.S.: non sono un esperto di PHP per cui non posso garantire l’infallibilità del metodo. Io l’ho fatto e a me funziona.

Quale delle due piattaforme più famose ed utilizzate per la creazioni di Blog è meglio imparare ad usare? Blogger o WordPress?

Definire quale delle due piattaforme sia la migliore e su quale delle due impegnare il proprio tempo e studio per l’apprendimento delle nozioni di base, non è facile da stabilire. Infatti non sempre è possibile determinare quale dei due sia preferibile all’altro a prescindere dell’impiego per il quale deve essere usato.

Inoltre gli scopi che ci prefiggiamo di raggiungere non sono l’unica discriminante possibile in quanto tanto dipende dalla nostra capacità tecnica nell’utilizzo di linguaggi di programmazione.

Ma analizziamo brevemente le due piattaforme:

  1. Entrambi i servizi sono:
    • semplici da utilizzare,
    • google friendly,
    • estremamente personalizzabili.
  2. Entrambe le piattaforme, inoltre, offrono anche, spazi free con domini di secondo livello; ossia, offrono un servizio gratuito che permette di aprire un blog configurabile online con un dominio di secondo livello, come ad esempio, mioblog.blogger.com oppure mioblog.wordpress.com. Ovviamente:
    • la indicizzazione del nostro blog verrà efettuata attraverso il dominio mioblog.wordpress.com o mioblog.blogger.com,
    • avremo limitazioni nelle personalizzazioni dell’aspetto del blog
    • dovremo registrarci ai servizi di google e/o di wordpress.
  3. Entrambi i servizi possono essere configurati su uno spazio (hosting) personale di primo livello.

Ma… WORDPRESS:

progetto open source, non nasce specificamente per fini commerciali anche se ci si adatta molto bene, grazie al fatto che molti sviluppatori ne hanno creato funzioni specifiche.

Attraverso un Pannello di Controllo facile ed intuitivo si può adattare la grafica del sito alle proprie esigenze/preferenze personali grazie ad una vasta scelta di Temi Grafici completamente GRATUITI.

Possibilità di implementare velocemente una serie di software (plug in) che permettono di ottenere funzionalità aggiuntive molto utili come: contatori di visite, creazioni di site map per i motori di ricerca ed altre decine di migliaia immaginabili.

Quindi estrema facilità nel creare un web-site personalizzato, e dall’aspetto professionale senza avere particolari conoscenze informatiche.

Per ottenere una copia di wordpress da installare all’interno del proprio dominio ci si può collegare al sito http://www.wordpress-it.it/ e scaricare la versione in italiano.

L’installazione è molto intuitiva, in pieno Stile Web 2.0.

Ma… BLOGGER:

nasce alla fine degli anni ’90 come progetto amatoriale. Successivamente acquistato da google, che lo ha integrato all’interno delle altre funzionalità tipiche del famoso motore di ricerca.

Contiene numerose possibilità di personalizzazioni semplici con l’obiettivo di offrire uno strumento gratuito, completo e facilmente utilizzabile da chiunque.

Anche qui attraverso il pannello facile ed intuitivo si può adattare il sito alle proprie esigenze di colore e di stile caricando anche dei temi grafici preimpostati.

Decisamente facile l’utilizzo e preimpostato per l’utilizzo commerciale con l’ausilio delle pubblicità AdSense.

Sopratutto quest’ultima funzione ha attirato molta piu gente, anche se, ovviamente, favorendo lo sviluppo di molti Blog inclini allo SPAM.

Sostanzialmente:

Blogger: decisamente più adatto per gli utenti alle prime armi non è dotato di pagine statiche e non presenta particolari attenzioni ai social network.

WordPress: decisamente più completo può essere usato come CMS, ha la possibilità di creare pagine statiche, possibilità di creare meta tag per singolo articolo, url permanenti che permettono di identificare ogni singolo articolo e molto altro ancora.

Conclusioni:

il mio consiglio, è quello di aprire un Blog con entrambi questi Servizi, e usare quello che maggiormente si adatta alle proprie esigenze, anche se ritengo decisamente più fruttuoso il tempo dedicato a WordPress! Il tempo di apprendimento è leggermente più lungo, ma una volta imparato i benefici sono maggiori.

Buon Blog Marketing.

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Per Minimali e Massimali Enasarco si intendono i minimi e massimi importi provvigionali sui quali calcolare i contributi Enasarco.

Tali valori sono infatti fissati ogni due anni dalla Fondazione Enasarco e devono essere applicati a prescindere dalle superiori od inferiori provvigioni fatturate dall’agente di commercio.

A tal proposito, per il prossimo biennio le nuove aliquota fissate sono le seguenti:

  • Contibuto minimo agente di commercio monomandatario = €789,00
  • Contibuto minimo agente di commercio plurimandatario = €396,00
  • Contibuto massimo agente di commercio monomandatario = €27.667,00
  • Contibuto massimo agente di commercio plurimandatario = €15.810,00

L’aliquota da versare in fattura resta invariata al 13,50% sempre in proporzione del 50% a carico dell’agente e del 50% a carico della ditta Mandante.


N.B.: I contenuti di questa pagina si riferiscono ad informazioni di carattere generale e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un professionista qualificato. Come sempre, consiglio di consultare un esperto del settore.

Alla scadenza del primo compleanno dell’effettiva sottoscrizione del nuovo Accordo Economico Collettivo per gli Agenti e Rappresentanti di commercio e a quasi 7 anni dall’ultimo Accordo Economico Collettivo elenco di seguito una sintesi delle novità più rilevanti:

  • – articolo 1 bis: è stato inserito un riferimento al periodo di prova, fino ad oggi mai menzionato,
  • – articolo 2: sono stati elevati i periodi all’interno dei quali verificare le variazioni di zona, prodotti e clientela passando dai 12 ai 18 mesi per i plurimandatari e da 12 a 24 mesi per i monomandatari. In caso di mancato preavviso (2 o 4 mesi) è previsto un’indennità sostitutiva e in caso che le variazioni incidano con un percentuale superiore al 20%, l’agente potrà non aderirvi e considerare la variazione come un preavviso per la cessazione del mandato a iniziativa del mandante (tutelando l’indennità di fine rapporto),
  • – articolo 3: divieto di addebitare all’agente il campionario se non a causa di danneggiamento volontario o mancata restituzione,
  • – articolo 4: introdotta la necessità, a carico dell’agente, di dettagliare gli affari in corso di definizione o con conclusione nei successivi 6 mesi successivi alla cessazione del mandato di agenzia, per aver diritto alla provvigione.
  • – articolo 6: diritto agli interessi sulle provvigioni pagate in ritardo,
  • – articolo 7: il patto di non concorrenza è inseribile solo al momento iniziale del contratto di agenzia e non può essere variato unilateralmente dalla ditta mandante. Inoltre, il pagamento dello stesso deve avvenire in un unica soluzione al termine del rapporto tra mandante e agenzia.
  • – articolo 9: portato ad 1 anno il periodo massimo di sospensione del rapporto in caso di gravidanza, adozione e affidamento,
  • – articolo 12: indennità di fine rapporto (FIRR) e indennità suppletiva di clientela sono sempre dovute; indennità meritocratica di fine rapporto erogabile solo all’effettivo incremento del fatturato e/o di nuovi clienti,
  • – articolo12: si prevede l’obbligo di corrispondere l’indennità di fine rapporto entro 30 gg dalla cessazione del rapporto di agenzia,
  • – articolo 23: le parti si impegnano a costituire un fondo di assistenza sanitaria integrativa a quello Nazionale.

Il FIRR o Fondo Indennità Risoluzione Rapporto spettante a noi (agenti o rappresentanti di commercio) viene erogato direttamente dalla Fondazione Enasarco che utilizza i contributi versati annualmente dalle aziende mandanti.
I versamenti contributivi delle aziende mandanti, vengono effettuati secondo aliquote stabilite dagli accordi economici collettivi proporzionalmente alle provvigioni liquidate.

Le regole di accantonamento relative alle percentuali di accantonamento del FIRR variano in relazione a tre parametri:

  • ammontare totale delle provvigioni dell’anno solare (anno precedente),
  • tipologia di contratto, monomandato o plurimandato,
  • numero di mesi lavorati dell’anno solare contributivo in esame.

Le aliquote Firr-Fondo Indennità Risoluzione Rapporto (da parte di coloro che sono aderenti alle organizzazioni sindacali stipulanti) sono attualmente stabilite nelle seguenti misure:

Agenti e rappresentanti monomandatari

  • 4% sulle provvigioni fino a euro €12.400,00 annui,
  • 2% sulla quota delle provvigioni tra euro €12.400,01 e €18.600,00 annui,
  • 1% sulla quota delle provvigioni oltre euro €18.600,00 annui.

Agenti e rappresentanti plurimandatari

  • 4% sulle provvigioni fino a euro €6.200,00 annui,
  • 2% sulla quota delle provvigioni tra euro €6.200,01 e €9.300,00 annui,
  • 1% sulla quota delle provvigioni oltre euro €9.300,00 annui.

N.B.: un mese coperto solo in parte è da valutare come intero.
Le somme corrisposte a titolo di rimborso o concorso spese sono da includere nel computo.

Considerando l’ipotesi di inizio o cessazione del rapporto di collaborazione dell’agente (o rappresentante di commercio) in mesi diversi di quelli di Gennaio (per l’inizio della collaborazione) o di Dicembre (per la fine della collaborazione), le provvigioni da rapportare alle aliquote, sono proporzionali ai mesi lavorati e, di conseguenza, ridotte in proporzione ai mesi di effettiva durata del rapporto nel corso dell’anno medesimo.

A titolo di esempio, si consideri che nel caso di termine del rapporto nel mese di Novembre per un contratto monomandatario, il 4% di aliquota è da rapportare agli undici dodicesimi di €12.400,00 e cioè ad €11366,67; in egual modo per tutti gli altri casi.

Ricapitolando, per calcolare il FIRR:

(provvigioni annue + rimborso spese) * x/12 * % aliquota = FIRR

Se vuoi calcolarlo online vai sul sito della Fondazione Enasarco

Buon Lavoro e Buon Anno.

N.B.: I contenuti di questa pagina si riferiscono ad informazioni di carattere generale e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un professionista qualificato. Come sempre, consiglio di consultare un esperto del settore.

Per poter apprendere appieno il significato di tutto ciò di cui parlo in questo blog, è necessario avere una conoscenza (anche superficiale) degli strumenti e delle modalità con cui internet lavora, per cui ritengo opportuno offrire una breve e (necessariamente) lacunosa descrizione di cosa sia Internet, il web, i server e le connessioni internet (per una trattazione più dettagliata guarda qui).

 

Per quel che serve a noi utilizzatori, la cosa più importante da sapere su Internet, nata ufficialmente nel 1982, è che Internet è un’insieme di computer contenenti informazioni (denominati server), collegati fra loro attraverso cavi che trasportano dati (denominate connessioni).

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Le connessioni tra i server possono essere realizzate anche con collegamenti telefonici o meglio, i dati residenti nei server possono essere trasportati anche attraverso connessioni telefoniche. Grazie a ciò nasce il WorldWideWeb (la ragnatela intorno al mondo), spesso identificato come web (ragnatela), il cui “acronimo” inizia ogni sito internet: www.

 

I server possono essere fisicamente dislocati in ogni parte del globo, l’unica cosa importante (affinche vengano usati nel web) è che abbiano la possibilità di connettersi ad altri server al fine di formare un gigantesco contenitore di informazioni disponibile a tutti.

 

Ogni persona di questo pianeta che abbia una connessione telefonica, infatti, può usufruire di questa ragnatela di server per attingere ad informazioni inserite da altri o per inserire informazioni che rimarranno a disposizione di chiunque ne abbia necessità.

 

Per leggere le informazioni inserite da altri è necessario possedere unicamente una connessione telefonica.

 

Per poter inserire informazioni nel web, è necessario, invece, possedere o affittare una fetta di questo enorme spazio. Per ottenere una fetta di questo spazio bisogna o comprare un computer e metterlo in rete (in qualità di server) e quindi usufruire del nostro spazio o (più facile 🙂 ) affittare lo spazio del server di un’azienda fornitrice di questo servizio denominata Hosting (ospitante) e inserire le nostre informazioni.

World Wide Web

Per rendere fruibili le nostre informazioni a tutti coloro che lo desiderino è necessario identificare lo spazio all’interno del quale abbiamo registrato le nostre informazioni tramite un’indirizzo (denominato dominio), che sarà il nome del nostro sito web: www. nostrosito .it (dove www=world wide web, nostrosito=nome che voglio dare al mio sito e .it=estensione o dominio di primo livello).

 

Ok. Con questa brevissima trattazione, spero di aver chiarito qualche dubbio (nel caso ci fosse stato) sulla “struttura” della “rete”.